Ascoltami. Guardami. Toccami.
Mangiami.
In Silenzio fra le Urla.

FoLLow ThE wHiTe RaBbit It's ThE RiGht WaY



About This.
"Lo sai benissimo che tu non sei vera." "Io sono vera" disse Alice, e si mise a piangere. "Non credere che piangendo diventerai più vera." [...] "Se io non fossi vera" disse Alice (un po' rideva e un po' lacrimava, e tutto sembrava così ridicolo) "non sarei capace di piangere." Riflettimi specchio..o hai paura di me? Una vita illusoria. Una vita formata da riflessi.. riflessi di LaCriMe...e quando le lacrime non bastano..SaNgUe.Riflessi di sangue,dettati da una lametta.Riflessi di Me. ^^*+*°° §siodiasiamachiènonlodice§ °°*+*^^


<< Mentre osservavo capii una cosa: quasi tutti mi stavano dicendo addio. Stavo diventando una delle tante ragazzine scomparse. Sarebbero ritornati a casa e mi avrebbero messa via, come una lettera del passato mai riaperta o riletta. Ed io potevo dire addio a loro, augurargli ogni bene, benedirli in qualche modo per i loro buoni pensieri. Una stretta di mano per strada, un oggetto caduto raccolto e poi restituito, un saluto amichevole da una finestra lontana; un cenno del capo, un sorriso, un momento in cui gli occhi si incollano alle capriole di un bambino.>>



About me
Inquieta. Poetica. Sbagliata. Illusa. Piccola. Morbosa. Adorante. Nostalgica. Romantica. Persa. Ribelle. Grida senza voce. Incatenata. Dolce. Acida. Impaurita. Piangente. Sola.

Maybe I Love
La dolcezza, le stelle, la notte, la pioggia, il profumo di vaniglia, la Poesia, la Bellezza, I sorrisi, La Danza, I ricordi, Sentire il mio Cuore sussultare.

…and I hate
Ana, Mia, I numeri, il Peso, le lacrime d’ogni colore, il mio riflesso mai domo, la paura, la violenza, l’ipocrisia lancinante, gli sguardi perduti, il Sole.



Allargami le labbra. Entrami nel cuore. Stringimi fino a che sarò sonno. Stringimi Perché ho paura. Maestosamente fragile. Maestosamente fragile. Membra di porcellana. bocca da masturbo. Un abbraccio di catene. Raccoglimi. Non chiedo altro. Raccoglimi. Con gli occhi. Che io sia il tuo sguardo. Centro di pupilla. Fiore da fottere. Donna da sbattere. Corpo di petali. Così leggeri e da mordere. Mangiami. Adesso. amami. Ancora. In gola. Rimani. Ascolta il mio respiro. Si nasconde fra i passi. Mi hai davanti. Tremando passeggio in equilibrio sopra un filo. sottile seta lame' e buio di pizzo a proteggermi. Perfettamente vulnerabile. Fammi cadere. Perfettamente vulnerabile. Fammi cadere e poi raccoglimi. E poi raccoglimi perché ho paura. Maestosamente fragile. Maestosamente fragile. Membra di porcellana. Bocca da masturbo. Un abbraccio di catene. Allargami le labbra. Entrami nel cuore. In gola. Rimani. Cullami quasi fossi un infante. Un giocattolo inerme. Un incendio dei boschi. C'è un silenzio fortissimo. Dimmi ancora che è un attimo. C'è un silenzio fortissimo. Dimmi ancora che adesso ritornano. Baci sporchi e dolcissimi. Baci dolci e sporchissimi. Guardo sogni che esplodono. Stanze sole e pienissime. Stammi dietro. Vieni dentro. Stammi dietro e poi stringimi. Nella bocca rimani. Rimani

I vostri sussurri.


Riflessi di Ghiaccio nei Suoi Occhi ornati di Buio.


<<...io so pensare bene e spesso. nel pensare si nascondono ricordi che vorrei non riconoscere come miei. solo farfalle che volano posandosi sulle mie labbra si fermano senza che io possa difendermi mordono...>>
(Isabella santacroce, Luminal)



Il mio Passato che Non tornerà.





<< L’anima non si nasconde. Nonostante gli snaturati tatuaggi, mi pareva di scorgere le tracce di un cuore onesto e semplice, e in quegli occhi grandi, profondi di un nero vivido e audace, lampeggiava un coraggio da sfidare mille diavoli.>>

Ticchettìi dei miei passi.






<< Così reale, così maledettamente vero. Leggo favole per poi distruggerle subito dopo. Righe e righe di parole fantastiche in fiamme. Fuoco e sogni Bruciare la fantasia appena questa ha sfiorato con le sue ali il mio cuore. Romantico, non trovi? Schizofrenica voglia di non reale.>>
Isabella Santacroce -Destroy-

Killing Me Softly..

Poso gli occhi su.



Quando il cielo ride un giorno per riprendermi un giorno per capire che ho ancora voglia di abusare, ho ancora voglia di star bene. Qui non c'è inizio e non c'è fine, il bene e il male che s inseguono così mi uso e abuso di me in fondo è tutto ordine-disordine.

Mordimi.
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{.Sweet.as.a.Candy?}




Non si uccide con l'Ira, ma con il Riso




Anime mutilate
mi hanno Stropicciato l’essere
*loading*
volte.





Credits. Grazie a.
template creato da FataFallita
distribuito da Tasteless
Serve un posto.
 Serve un posto per guardarmi e guardarsi, spavalderie d'altri tempi.
Servono mani leggere, tessuti morbidi sulla pelle, vanità in occhi spenti dal grigio.

Ora tocco la Realtà cercando di non ferirmi -troppo
Pregando per quella stabilità sottratta dall'agonia,
in melodiche voci mi rincorro assaporando il vento.

Ferrose chiavi su di me, parole dall'odore di biscotti appena sfornati.
Io. E l'altro.
Il Doppio.
La negligenza dell'essere perpetuamente instabile.
Chiudo gli occhi, brucian di lacrime.
Non ho enormi motivazioni a questo,

sento la terra inghiottire ed io vorrei sparire.



Quanto desidero sentirmi Qualcuno.

 


Punkettina | commenti

Distorta, uccide.

Prende in mano le carte.

Osserva, lentamente attenta a quel gocciolare d'emozioni.
Un pallido girotondo alla ricerca del sublime.
Ora. Ticchettii di passi. Il nulla.
Cosa rimane, adesso?

China su di me, pensieri affollano lo stomaco abusato.
Vuoto. Vuoto. Vuoto.
Mani, dove siete?
Prendimi. Nel profondo uccidimi. Prendimi. Dammi in pasto a qualsiasi cosa.
Voglio sentirlo questo dolore, voglio rendermi vittima, preda d'un innominata emozione...

E la paura? Dov'è finita la tua paura?
Ti vedo camminare, andare via. Piccoli passi a confronto con la tua figura, pressoché imponente.
Ed io salgo le scale. Come ogni volta salgo le scale.
Rimango qualche minuto sul pianerottolo, incerta sul da farsi. Se chiamare aiuto.
Se.


Ora, gli occhi vorrebbero scoppiare.
Torturo le mie labbra con i denti, scappo col fumo. Via, lontano.
Corro, ma dove?
Contro il muro. Per finirmi.

"E' la cosa migliore."
E' sempre la cosa migliore. Per entrambi. Sempre, quando si parla di me.
Come, scusa? Amore? Ma tu non mi ami, ormai l'han capito anche queste vecchie mura.

Perfetto.
Ora ho una scusa per farmi male. Nessun giudizio. Abbassate quegli indici sudici.
Non sono più viva, forse mai stata, forse non mi importa più.


Getta le carte.
In mano, non aveva nulla.

 

Punkettina | commenti (1)

Quando, io?

 << Sei un mondo magico fatto di fiocchi
di bolle di sapone, di fiori colorati
di cielo di mondo di luna,
di stupore e profumo.

Raccogli quei petali che pensi di aver perso ed uniscili per prenderli in mano ed annusarli.
Impegnati Fatina. >>

 

Quando troverò la tanto sperata serenità?
Una volta lì, saprò di me gioire?
Quali saranno i miei giochi?
Vedrò tutto quel che adesso osservo?

La verità è che ho paura. Una impensabile paura di vivere.
Invento storie per far gioire i miei occhi.
Impersonifico quel che vorrei. Provo a rendermi dama. Migliore. Uno straccio.
Un moscerino in volo.

Dov'è la mia trasparenza? Dove, la beltà?
Ho paura mamma Cigno.
Il mostro, i mostri, le mani grandi, il vortice, il vomito, il respiro che manca, il battito accellera, le lacrime.

Ho paura. E riesco solo ad annebbiare la mia vista, con la domanda: "Quando, io?"
 

Punkettina | commenti (1)

Immortalità
 Gusto l'ineluttabile semplicità.

Gesti, oggetti e/o persone che si affiancano a respiri, sospiri, emozioni.
Mani incollate. Giochi al sole, con gli occhi chiusi per non piangere ancora.
Stretti incontri. Fugaci e ribelli. Incredibili incanti in supplementi di quotidianità.
Parto dal pregiudizio che il male d'essere ci plasma a quel che vediamo giorno dopo giorno di noi.

La paura di finire nelle marionette esalta la mente.
Ci sono capitata più e più volte. Nei teatrini fittizi.
Spettatrice scontenta e disgustata, a momenti.
Colpevolizzo i tratti di una società inesistente, 
qual è la condizione umana?

Sento alcune mancanze. A volte vorrei stringermi a quei pezzetti di vetro soffiato che mi galleggiano dentro.
Correre sulla pelle del cuore. Annegare tra i pori. Rimanere lì, completa.
Mi sento egoista. Scelgo di lasciarmi andare alla sopravvivenza e getto sui raggi del Mio cerchio macchie indelebili.
Mai vorrei vederli doversi buttare a causa mia.
Quanto ancora, da camminare... poco rimasto da godere.

Oggi ho espresso un desiderio. Ripromettendomi di aggrapparmi alla Vita.
Qui la razionalità ha nulla a che fare.
In My Own Words
Capiteranno arcobaleni, scontri di sguardi, emozioni visibili, gocce colorate..
 

ma ora vorrei pensare a non cadere troppo in fondo, se è possibile.

Punkettina | commenti (1)

Nell' estate

Corro ad immensi ripari per fuggire alla realtà.
Un nodo alla gola ed immagini nella testa, a spronarmi, per ricordare. Ciò che ho vissuto, ciò che sarò.
Cado, spesso. Non trovo motivi validi per rinunciare ai soliti comportamenti.
Ma dentro me, ora, una fioca luce presenta livelli diversi di vita.
Una vacanza degna d'esser chiamata tale, avventura con una macchinina di vent'anni e sacchi a pelo. Pochi soldi ma voglia di vivere.

'Le rouge et autre choses' Paris, aout 2009
Partenze sfavillano, sull'aria pregna di zucchero, smog e pane.
Con esattezza, trovare destinazioni in questo posto è cercare l'assoluto in un fondo di caffè.
Sarà per questo motivo che tanto mi affascina vedere gli abbagli di qualche giorno fugace: L'inesattezza, l'impossibilità.
I rumori diventano suoni, gli oggetti forme, le persone figure... Ovunque, colore.
Le voci d'un qualche locale, in un qualche locale, i visi straniti e divertiti, la compostezza d'ogni cosa e, in particolare, il ruolo.
Ogni giocatore sembra avere la sua possibilità di vittoria, qui.
L'armonia ha un nome, più nomi... dans la ville lumiere. Paris.
-----------------------------------------------------
Verso Amsterdam. Alla ricerca di nuovi orizzonti, motivi, emozioni.
Come se, cibandosi di chilometri, il cuore si riempisse un po', molto lentamente, leggiadro.
L'aria qui profuma di vento ed eccessi scoperti, i visi di pochi e molti si coprono di curiose smorfie e la via diventa finita, al quadro manca la sua cornice, nulla più.
Amo già tutto quello che ancora mi aspetta, e non aspetto altro che passeggiare tra mille profumi.


Pùff due passi, piccoli piccoli, ed eccomi di nuovo nella realtà.
Non sono sicura di voler ricominciare.
Sarà che oggi il sole a Torino non è ancora spuntato e si riesce ancora a respirare, ma esco a farmi una passeggiata.
Il viaggio, in qualsiasi forma esso si trovi, è sempre la domanda e la risposta.

Punkettina | commenti

Regalami un sogno possente
Ecco lo scalpitare delle emozioni.

Come chinarsi verso l'alto, raccogliere l'aria profumata di zuccherofilato e scappare col volto coperto. E' la paura d'esser scoperti.
Come fosse quello il peccato più grande. Correre.
Cercare la vita in ogni dove, gettarsi su molti e rimpiangere i pochi.

Ovvio.
Perché la felicità fa Troppo Male.
Mi domando, svariate volte, quanto le circostanze facciano impazzire la bussola del mio Essere.

Così, una sera, da sbronza, mi ritrovo a stilare una "Lista" delle persone incrociate. Chi una notte isolata, chi di più.
Scopro nella mente poco lucida che quel gioco malsano mi detta nomi, tantissimi nomi, molti dei quali solo allora riecheggian nella testa.
Poco fa ho ritrovato quel foglio.
Inchiostro blu. Almeno fosse stato rosso, come errori d'un imprecisata verifica... ok, accetto comunque il colore.
Il numero, no. Tanto meno ricordare i visi allo scorrer dei nomi.

Mi sono innamorata tantissime volte.
Mentre ho amato una manciata di volte, spinta da un irrefrenabile impulso d'autodistruzione.
Buffo, eh? No.
Temo proprio di No.
C'è che sono un'altalena. Non ho catene a reggere ma funi leggerissime, e troppo sottili. Non reggono me, non reggeranno mai nessun altro.
Eppure pretendo ancora. Intramontabile. Figlia d'ignoti e ubriaca di passioni.


Succede che mi ritrovo accovacciata nel letto di sempre, in una camera che mi ha ascoltato piangere e dove, se guardi bene negli angoli delle ante dell'armadio, puoi trovare scritte come "Smettila di mangiare, Maiale" o interminabili preghiere ad una certa "Ana"..
Ma chi è? Nessuno. Niente.
Però, come i fedeli di una qualsiasi religione han bisogno di categorizzare tutti i loro beni e spiegare i mali utilizzando una parola in comune, ecco che saltano fuori divinità inneggianti all'anoressia ed alla bulimia.
Mi han detto di esser personalità borderline, con tratti schizotipo.
Il nome suona simpatico.
Han riempito circa trecento fogli con un trattato su di me, e questo solo in una clinica.
Non voglio immaginare neanche lontanamente cosa potrei scoprire chiedendo le cartelle cliniche di tutti gli altri ricoveri.
Che lo squallore si pavoneggi poco, tanto ha vinto Ancora.

Succede che in questo letto di sempre,
mi ritrovo a sputare sangue. E non è una metafora per rendermi splendente e gloriosa delle fatiche.
Quel sangue è uscito dalla mia bocca, ed ora riposa (in pace?) in un fazzoletto. Adagiato. Assurdo.. quel liquido mi dava la vita fino a poco fa. Trattengo la risata isterica.
Continuo a pigiare le dita sui tasti, sempre più violentemente. Una drammatica corsa verso il prato dai fiori di caramello.
Ogni giorno, divengo più cinica ed aspra.
Perlomeno, questo appare all'esterno.
Dentro scompaio.
Ma è importante non farsi Mai vedere sconfitti. Soprattutto in questa stranissima fase di me.
La gente se ne approfitta. Già.


Voglio un abbraccio. Un enorme abbraccio dal cuore.
E mani che carezzano la testa, per scendere sul volto.


Ora il cuore si fa pesante, ma con un litro di Acqua&Polase al giorno dovrei trovare giovamento. Così dicono.
Sono tornata la fanciulla di sempre.
La porcellana sottovuoto. Un salame. La tristezza.

Se al giorno riesco a concedermi dei pomodorini sconditi, o delle zucchine lessate, corro ad espellerle da me. Come potessi liberarmi dal gravoso peso. Oh, il senso di colpa mi opprime! Cazzate. Tutte cazzate.
E' come se avessi bisogno di sentirmi schiava di qualcosa più grande di me.
E' sempre stato così, sempre.
E sola sarei nulla. Sola, non basto.
Specifico però, che da qui al celeberrimo "voler attirare l'attenzione" c'è qualcosa più che un abisso.
Se volessi attirare l'attenzione, andrei ad urlare per le strade.
Rivelerei a tutti il mio segreto più grande.
Mi befferei di tutto (e tutti) per sentirmi invincibile.
No, non è così.
Non mi vittimizzo. Né colpevolizzo. So la causa. Ed è indelebile, come il fuoco. (e tanto brucia le piccole parti di me rimaste a galleggiare...)

La perfezione non esiste. Chi non ha pronunciato o sentito mai questa frase?
Troppo falso.
Se siete tutti nichilisti falliti, non prendetevela coi vostri difetti.
La perfezione c'è eccome, certo non in 36 (scarsi) kg, ma c'è.
Non in corpo modellato da un famoso chirurgo, ma c'è.
Non in un corpo. Ma c'è.
Non in quello che vedo e vedete. Ma c'è.
La sento. Questo basta a volerci arrivare.

Poco importa se dovrò passare di nuovo dal "Via" (i soldi del monopoli, in fondo, mi sono sempre piaciuti).
Ora sono così. Non nuova, sempre-la-solita-bambina-impaurita.
Non mi accetto, forse non arriverò a farlo, ma l'oracolo di Delphi m'ha insegnato qualcosa ("Conosci te stesso") di più che l'apparenza.
Oltre.
Come morire in un prato, accovacciata a Te.
Basterebbe a non sentirmi nulla, a sfidare Tutto.
L'infinito mi attrae da quando nemmeno sapevo scrivere il mio nome, o pronunciare quello di altri.


L'ossessione del corpo è una scusante che ci permette di non affogare troppo in fretta.
Controllo. Fino a non riconoscersi e scomparire.
Ma solo da te, e dallo specchio. Gli altri vedono, e non indugiano a giudicare.

Troppo magra, troppo grassa ...

Mi prenderanno in un circo. L'evoluzione od involuzione della donna bionica.
Fantastico. Non un'aspirazione di vita, ma fantastico.

Nessuno arriva ad abbracciarmi.
Se non l'umidità della romagna, l'avevo persa di vista.
Non ho più una meta. O forse sì,
ma è parte del mio "Segreto Più Grande",
ed io non voglio attirare l'attenzione.

Mi rimetto la muta d'orgoglio e durezza.
Ancora qualche ora e sarà nuovamente giorno,
devo prepararmi a non sprofondare nella luce. Non troppo, almeno.


E.
L'uragano ha un bel suono.
Nonostante (mi) distrugga, ha un che di confortante.
Punkettina | commenti (1)

Occhi osceni, dal fatal amore
'''' Portami. Come un mantello. Che il vento si schiuda. Come un fiore. Nelle mie stanze per respirare. Come finestra ti spalanco. E allora la luce arriva. Dal mio giardino inesistente. ''''
Arrivò così l'ombra del sole, per ridere del pallore di queste giornate. Gli occhi non vibrano al chiamare dell'alba. Fragili suoni spezzati dal vento, Crine e bolle di sapone La sporcizia Odora di sconfitta Pullulano esanime parole, mentre le guance cambian colore su grate di dolore. Pupille dimenticate. Chiuse, come in un vecchio cassetto accartocciate. Qua e Là. Nessuna dignità per il Senso.
Il miele brucia la pelle serica, convince la falsità a galleggiare ancora... Furibonda, aprii una scatolina. Parole in combustione e sguardi senza ragione. Indelebili palpiti, desideri nascosti. Un qualche vortice troppo conosciuto. Con la terribile voglia di scomparire. Il vuoto. Tenerlo per mano. Uniti.

Una corda tesa fra le stelle. Una corda appesa attorno al collo.

Questo dondolare disarma. Lacrimo disdegno, prego la Bellezza, socchiudo gli occhi ed eccomi Lì. Immersa in prati senzanome, ove fiori di caramello sorridono ai rari passanti... Dentro la bisaccia, pezzi di uno specchio frantumato alla mia partenza. Così difficile essere questo. Inaccettabile prendermi per mano. La mia bocca non sbava più parole d'arcobaleno, satura com'è dal fumo dei cilindri. Ora rimane serrata, così come la mia figura. Limiti invalicabili, per porgermi Ancora. Il tempo non ha più colore. Indeterminatezza,nessun bagliore. Mi nascondo solo in questo: L'amore. Sperando di non esserne inghiottita. La Luna stasera non parla. L'hanno imbavagliata per paura dei suoi (acidi) commenti. Comprendo l'evenienza, ora salto poi cado e lì rimango. Non ho bisogno di rialzarmi. Non più. Certo, non è niente. No, sto bene dai... Il turbine senzanome mi ha ri-abbracciata. Ed, in un certo senso, ne sono anche felice. Ora sta a me. Deriderlo o Deridermi.

Burlesque

Occhi osceni, dal fatal amore Rimpiangi la veste pura del colore. Ora il vuoto, esso solo, Governerà l'illusorio paese. Comprendo. Non respingo. Inghiotto.Passivamente vomito. Tutto questo è dannatamente instabile. Io, prendo gli appunti su come mi sto distruggendo. Un giorno, li rileggerò con cura e, forse... capirò il dramma.
Punkettina | commenti

Quello che sembrerebbe immutabile
La rivoluzione è in piedi. In oceani di cartapesta sanguinante, trovo solo esaltazioni del mito. Nulla di concepibile, o diversamente tutto troppo squallido per i miei occhi. Inutile riversarsi sull'introspezione. Ciò che provo, vedo, sento, ascolto, scrivo, suono, dipingo, leggo... Ogni cosa ha il suo spazio. Mai definito. Completamente informe. Potrei gridare di non essere vera, ma non lo sarei facendo questo. Potrei, ed a volte vorrei, maledire ciò che mi circonda. I visi inespressivi e le parole di circostanza. Fasulle mani che mi prendono dicendo e promettendo... per poi farmi Cadere. Non volo. Precipito. Qualche volta trovo luce, così corro corro.. Sognando indelebili emozioni. Brividi. (Soffici effusioni torturate dalla memoria) Vorrei non sapere. Vivere all'oscuro. O non voler sapere, addirittura non capire. Invece... sarebbe troppo semplice nascondere la testa sotto la sabbia. Percorro il gelo, nascondo la nebbia dentro gli occhi. Cado senza ritegno con tutta la mia pesantezza. Quanta paura dietro queste parole. Sconforto. Amarezza. (essenzadilacrimeghiotte) Conosco a memoria la Mia Ghianda. Voglio un posto per sentirmi Leggera. Passeggiare. Cogliere motivi straordinari. Senza l'irruzione di tutto quel che ha una 'umanità' disarmante, negativa e non voluta. Senza dover sopportare, sempre sopportare. Forte? Forse. Ma ora vince l'illusione, Ancora Una Volta.
Punkettina | commenti (1)

Tutto il mondo Fuori
Pioggia nera sui peccati da sempre desiderati.
Volevo partire lontano,
poiché qui... non ho il mio cielo.

Ricordo ai passanti il colore dei miei occhi.
Nel poco che so c'è la certezza di Amare.
Partire. Un po' come morire. E se provi ad osservare la pioggia non vuole cadere.

Non cammino più. Sono abbandonata nella speranza di trovare qualcosa di più. Ancora.
Aria nera per me.
Lontano da qui i visi sono meno pallidi,
i sorrisi più luminosi,
le movenze meno patetiche,
le parole più imponenti...

Lacrime distruggono il profondo.
Strappo le vesti da me,
il sogno ancora è forte, nel tremolio dei desideri sa farsi sentire.
Ed io ascolto.

Ricominciare a camminare, per correre.
Non vengo dalla Luna,
ma da un attimo troppo intenso di furore.

Ora le stelle non han più colore.
Sembra io inventi ogni cosa.
Eppure leggo solo...
ParoLe.
Mi divido.
La memoria scivola.
Sola, nella trasmissione dei miei sogni.

Nulla accade per caso.
Crolla il mondo fra la cera disciolta assieme alle lacrime.
Non guardarmi.
In silenzio,
descrivo ogni attimo.
Precisa. Maniacale.
Fortissima Emozione.
Paura nelle ossa.

Sono diventata pazza,
ormai il futuro non mi preoccupa.
Non mi reincontrerò, sempre sospesa.
Aria nera,
Pioggia nera.

Il mondo è fuori di se',
fuori da me.

Sola.
Senza attese.
Punkettina | commenti

La Cura
<< "Ogni volta che viene giorno,
ogni volta che cammino e mi sembra di averti vicino..."
(Vasco)
Stavo ascoltando questa canzone a tutto volume
in camera da solo, tra una sigaretta e l'altra, tra un pensiero fisso e la voglia di averti vicina...
per guardarti e fissarti negli occhi e fuggire di corsa. Il cuore batte forte e le mie mani sudano e..
il gusto! La fragranza del tuo corpo mi sale dal naso e risveglia i miei sensi...
Mi vengono in mente i tuoi occhi grandi di color nero cielo, con il contorno rosso fuoco, le tue ciglia ventagli che alzano la polvere, hai degli occhi parlanti... stupendi...
Mi manchi tanto quando non ci vediamo, devo sentirti, toccarti baciarti vederti e fare l'amore con te... è splendido amore... sei splendida tu...

Quando ti guardo vedo nei tuoi occhi la voglia, la voglia di andare avanti, di combattere contro quel buio scuro e bastardo.. ma coi giorni arriverà ad essere sempre più chiaro, finché l'azzurro splenderà dentro te.

A volte mi sento un po' un bambino capriccioso, che piange per la bua di una caduta a terra.
Poi mi rialzo e con un po' di coccole torno a sorridere e giocare...
Con questo voglio semplicemente dire che come per i bimbi i miei sogni sono oltre l'immaginazione, vivo tante cose con te che sei la mia bimba delicata e pura che Adoro...

Voglio dedicarti una metidazione:
"UN UOMO INFELICE AVEVA DECISO DI BUTTARSI NEL FIUME.
PER FARSI CORAGGIO AVEVA PORTATO CON SE' UNA BOTTIGLIA DI LIQUORE,E AVEVA COMINCIATO A BERE, SENZA PERO' RIUSCIRE A SUPERARE LA PAURA.
ALLA FINE SE NE TORNO' A CASA CON LA BOTTIGLIA VUOTA SOTTO IL BRACCIO."
Lussy, mia bimba, il cuore ti farà da guida e ti proteggerà dal buio.
Ti Amo
                                                                 il tuo Muso >>


Nessun ringraziamento renderà giustizia a ciò che mi stai donando, insegnando, giorno dopo giorno...
Ora posso guardarti attorno e trovare nuovamente stupore.
Con te sono al sicuro. Ormai siamo Noi. Una cosa sola. Una melodia Reale,
che pullula di magici colori, luci, sorrisi, parole, lacrime.
Sei in ogni cosa. Sei ogni cosa.
Ti amo, perdutamente. Follemente.
Solo tua. Solo con te.

Punkettina | commenti

Accento Nero
Sfioro le possibilità nascoste all'origine di me.
Bianco e Nero si sovrappongono,
creano un arcobaleno su di una ripidissima scala di grigi.
Spenti sussurri,
tremori intensi,
capacità incomprensibili.

Correrei immortale dinnanzi all'odore di Venere.
Porgerei le mie mani su lenzuola di seta,
accarezzando il nulla, solo sentendomi partecipe.

Utilizzo strane smorfie,
mi ritraggo in pose deformi concentrandomi su di impetuose paure.
Che vergogna essere Qualcuno.
Vorrei ripetere alcuni gesti, ingrandirli in qualche sconosciuto modo,
solo per farli notare.
Rendermi eterna.
Una passante grottesca che fa del suo trucco pura magia.
Maestra di concetti sinuosi che graffiano l'anima.

Poiché non posso gridare al cielo stellato sopra di me
confondo i miei occhi con pallide luci già usate.
Emozioni di seconda mano.
Ecco cosa mi riempie.
Un folle coriandolo un tempo mi disse
che la vita non è una passeggiata,
ma potrebbe diventare una bella gita.
Come credere, ora?
Mai alzare lo sguardo.

Sono un'ottima fodera.
Puoi nascondere in me ciò che preferisci,
semplicemente lasciandomi il tuo Odore.
Ecco, io oso accontentarmi.
(sbagliando mira)

Un fiore non può crescere se dentro una campana di vetro.
..come potrei colorare il buio dentro me,
se non trovo che fuochi fatui?
L'incertezza distingue il mio camminare.
Proseguo lenta, inafferrabile, inquieta.

Mi commuovo di fronte al sorriso di un bambino,
vedendo una farfalla posarsi leggera su di un piccolo fiore,
sentendo il calore di una mano che stringe la mia,
mi commuovo guardando negli occhi le persone,
cercando tra vecchi ricordi un foglio mal scritto,
leggendo infinite parole che sanno rubarmi il cuore,
mi commuovo ascoltando note,
fingendo di schiacciare tasti,
creando melodie nella mia mente,
dipingendo le mie fantasie,
mi commuovo vedendo il sole che splende ancora nonostante tutto,
correndo con le nuvole nel sonno,
sfiorando il mio viso per toccare le lacrime,
mi commuovo sognando un Domani.
Mi commuovo sapendomi Qui.
Senza un perché, senza voglia, senza risposte.
Qui. Incerta. Ma fitta come edera sicura.
Certo, sfuggo a migliaia di volti che tentano di capirmi,
o mi feriscono o pungono i cuori altrui..
però rimango. Lou. Con la 'L'.
Mi regalo questa lettera in "grande", per una volta.
Sono Lou...
bentornati chiassosi spettatori.
Punkettina | commenti

Grace
Pullula il desiderio di colmarmi.
Nel nulla nuoto perversa,
condannata al silenzio.

Volontà di ghiaccio in puerili occhi di bambola.




Paura. Nascosta nell'ignoto. Perfida maestria.
Incollo petali sul mio corpo,
fingendo d'essere migliore.
Puntualizzo nel comune,
rendo inermi gli esseri attorno.
Senza più colpi per uccidermi.


Sogno labbra di cera,
deformate al brivido di calore.

Il cielo è uno strano dipinto,
se ne potrebbe avere un museo per ogni paio d'occhi.
Guarda, ma Vedi Ciò Che Preferisci.


Ogni cosa prende vita.
Forse è solo un attimo,
ma fremo dal Bisogno di esserci.

Viverlo. Fino in fondo.
Punkettina | commenti (1)

Il Nostro Giardino
...<< Fiori, a forma di cuore,
con le ali... >> ...


Danneggiando ogni possibile verità,
mi corico su di quell'erba fatata..

Incontro meraviglie,
fuggo col vento in una danza che possiede tutto e chiede ogni cosa.

Se davvero io sono il tuo Sole,
come ti piace dirmi quando giochi con i miei capelli sparsi sul letto,
formando dei raggi..

Se davvero io sono la tua Cura,
che chiami ad alta voce quando il paese delle lacrime è troppo maestoso..

Se davvero mi Ami,
prendi ciò di cui hai bisogno.


Non so quanto io possa donarti.
Forse l'infinito,
o forse polvere di una qualche stella che osservo ogni giorno al calar della luce...

Mi sento ciecamente piccola.
Inerme.
Una fuggitiva che nasconde il suo nome
per bearsi del Mondo senza riserve.


Hai preso i miei occhi.
Sfiorato le mie labbra.
Leccato il mio corpo.
Stretto il mio cuore.


Posso vederlo, quel Giardino incantato...
posso vederTi,
lì,
i miei raggi che timidi cercano di avvicinarsi per darti un po' di Vita.
Gli insetti che Devi Sopportare Per Diventare Una Farfalla.


La mia più grande paura,
ora,
è che tu possa accorgerti di quanto io sia minuscola.
Nella realtà non c'è spazio per la piccola lou.
E sebbene tu, Magia, riempi ogni vuoto..


Ho paura.
Ci sarai davvero?
..cosa sono quelle parole che scrivi..
I tuoi occhi hanno così paura di fermarsi sui miei.
Vorrei poterti dire tutto quello che ho.
Dinanzi a noi
solo un Incanto.

Stringimi.
Con te posso dimenticare il Buio.
Tu puoi vedermi per ciò che sono, null'altro.
Sappiamo entrambi che spesso non è una Gioia...
l'abbiamo anche provato.
Singhiozzi timidi
e nero sulle guance.


Sterilità.

Ho bisogno di averti con me.
Chiudo gli occhi, come dico di fare a te.
Perché sì,
nel buio creato dalle nostre palpebre è concessa ogni cosa.

Ciò che mi fa vibrare
è vederti accanto a me,
nonostante le mie palpebre non coprano più gli occhi.


Come posso descrivere il Nostro Giardino?
Tutto Quel profumo...
Ti Amo.

..non ho in mente nient'altro che poterti aiutare.
Non si dimentica,
ma si possono colorare anche le Rose Bianche.
Ci aspettano in volo.


Dove sei?
.voliamo.

Amore,
non lasciare che squallide parentesi facciano barcollare questa Magia.
Ho bisogno. Ne ho Bisogno.
Resta Qui. Con me.
Nasconditi in me.
E non fuggire troppo presto.
(tiprego)

Ancora un po'.
Ancora Noi.
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Love Score
Sbattono le Ali.
Furia.
Voglia di fuggire, correre verso un colore possente.


Il freddo aiuta le mie guance a trovare colore,
lungo la strada perdo il mio nome,

vedo solo Occhi.
Paure innocenti...
Nell'abuso di emozioni temo di star morendo.
Cedo all'aurora la Luce,
grido senza-voce lasciando che il mio corpo s'accasci a terra.

Lascia ch'io ti avvolga.
Nascondimi.
Chiudimi gli occhi. Respira.


L'aria arde fra le ipocrisie sovrane.
Occhi zeppi di azzardo, invidia, sicurezza.
Ed in un attimo ho perso conoscenza.

Priva di senso.
Importanza.
Ombra.


Ancora non ho saputo vincere i fantasmi.
Ho lasciato che la sua forza vincesse su di me.
Mi ha travolta la sua fittizia voce.
Quegli occhi così... costruiti.
Addobbata a festa solo per vedersi migliore.


...ho lasciato che il suolo svanisse con me,
mentre cadevo nel vuoto...


Tante lacrime
Parole sparse in vetri appannati
Piccole grida
Respiro affannoso
Singhiozzi repressi

-quanta paura-

Ho avuto paura di perderti.
Ho avuto paura che potessi vederla così come la stavo vedendo io.

Imponente, su di un trono acido.
Solo lei in piccoli spazi.
Solo lei,
ricca di potere.

Ho avuto paura di perderti.
E tu mi hai asciugato le lacrime.
Hai stretto le mie fredde mani, cercando risposte.


Ora sai molte cose...

e questo è atroce.
Tuttavia ancora rivedo i tuoi occhi gonfi.
Come me.
Io e Te.
Una Cosa Sola.
Magia.
Finalmente.
Ecco che ti rivedo.
Ti illumini.
Sorridi.
Sei Meraviglioso...
sei tutto quello che stavo cercando.

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Lettera a Dante
A te, caro Dante,
che riposi irriconoscibile dentro la sporca Terra.
Vestito a festa, rigido, scuro, palpebre abbassate.

Tu, caro Dante, che passeggiavi emanando virtù.
Tu, che sapevi come sarebbe andata a finire...
nei tuoi ultimi giorni ripetevi ai passanti troppo conosciuti
"Manca poco.."

Tu che hai vissuto nella scia d'una infatuazione durata quasi ottanta anni.
Tu che hai girato il mondo senza cercare nulla,
ma trovando moltissimo.

Tu, uomo solo, percosso da dolori di un corpo che non potevi più governare.
Tu ed i tuoi occhi luminosi, anche se velati da spesse lenti.
Tu, pronto al gioco come un'infante,
ribelle alla vita come un'adolescente al culmine dei suoi ideali,
prezioso alle persone più di un diamante, con altrettante sfaccettature,
che non sapevi mostrare se non quando ti ho visto cadere dal suolo.
Eri dentro una fredda cassa di legno.
E ti spingevano giù...
Ma ho sempre saputo che il tuo sarebbe stato un Volo.
Grande come un'aquila, debole come un passerotto.
Fra le tue mani un foglio in decomposizione.

Il mio ricordo di te come al di là del Bene e del Male.

Tu, Dante, che hai voluto colorarmi
sebbene non avessero saputo riconoscermi.
Tu, che hai dato un senso ai giorni,
facendomi scoprire piccole cose che pensavo di conoscere fin troppo.

Fino all'ultimo,
hai saputo Stupirti.
E' facile parlare di una persona quando non c'è più, decantarla come fosse stata un'immenso connubio di Bontà e Purezza.
Non dirò certo questo di te, Dante.
Hai sbagliato tanto,
ed i tuoi sbagli gravavano il tuo viso più del Tempo.

...ma hai saputo rinunciare al tuo mondo
pur di vedere la Vita.
Ed hai vissuto. Oh, se hai vissuto...

A te,
mio carissimo Dante,
dedico questa giornata.
Non vago spesso per cimiteri, anzi ne sono praticamente un'estranea,
ma questa mattina il richiamo era Forte.
Non è che un 'lumino'.
Di quelli "brutti, da vecchi, che schifo!" (..dicevi sempre così..)

Ma prendila come una Luce,
pronta a riscaldarti là sotto.
Guardala come se fosse il riflesso dei miei occhi,
lo specchio dei miei pensieri.

Sei con me, in me.
Passerò a trovarti spesso,
spero tu mi accolga bene, nonostante la Sterile Realtà che ti circonda non sia delle migliori.
Un brindisi a te,
mio compagno di aperitivi, passeggiate a braccetto per i caffè, cultura infinita...

Nessun'altra lacrima.
Sorrido a Te,
Dante.
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Concedersi
Poiché gli istanti passano veloci,
la furente ossessione d'apparirmi migliore
sconvolge ogni cellula.


Voci, sussurri velati da nostalgica quiete.
Corro sotto una nebbia senzanome,
come vedendo Oltre,
come potendo sapere, scoprire....


Stanca delle inutili battaglie chiudo ogni scrigno.
Le parole divengono battiti di ciglia,
gli occhi paiono diamanti.


La terra vorrebbe riabbracciarmi,
ed io non so risponderle a dovere.
Potrei lasciarmi, oppure a stenti avanzare.

(again)

I nuovi passi silenziosi formano ali d'angelo.
Foglie prive di vita colorano il grigio,
sorrido alla fuga
e butto le mani al Cielo.

Saprai davvero raggiungermi?

L'illusione è così potente...
ancora mi spavento,
sebbene ne sia schiava da quando ho ricordo.

Specchi d'argilla.
Languide smorfie.
Coriandoli insensati.


Nastri brillano sull'aria, sospesi.




Un po' fantoccio,
un po' Bambola,
un po' stella,
un po' Alice,
un po' ballerina,
un po' carina,
un po' (troppo) illusa,
un po' ingenua,
un po' sciocca,
un po' magica,
un po'....

chissà se il restante saprà trovarmi,
avvinghiarmi a se'
per finalmente fonderci.


UnaCosaSola

(meandyou)
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Pleasure
<< Toi qui,
comme un coup de couteau
dans mon coeur plaintif es entré. >>

Non andare. Bussa.
Attende il mio muscolodivita.


(toifortcommeuntropeaudedemòns)


Cosa sono questi brividi?
E questo sentire, sentirmi?

Cosa sei tu,
che fai sobbalzare il mio battito.
Circondi il mio corpo ed io chiudo gli occhi.

...Magia?
Sei tu, magia?
Dimmi..
com'è essere Qui?


Gli interrogativi stanno tornando.

lou ha nuove domande Senza Risposta.
Brilla lo sguardo,
la poesia si fonde con l'atmosfera tutt'attorno.


Rubo attimi di respiro ad una notte di pioggia.

Osservo il riflesso delle gocce sulla mia borsa Bianca.
Così dolce, così maledettamente Vero.
Cos'è tutto questo?

Un turbine che divora e semina.

La voglia di sognarti ancora.
Prendimi per mano, stringimi.

(finoalsonno)

Quanto ho atteso il poter guardare nuovamente.

Mi pungevo con le spine,
sì...
ho sanguinato molto, solo per Essere vera.


Ed ora che il pubblico s'è placato..
la bambola si guarda attorno come smarrita.

<< Questo palcoscenico è talmente grande, non trovate? >>
Voglio rimanere dietro.
Creare meravigliose scenografie per i nuovi passanti.
Raccogliere il più bel fiore e metterlo tra i miei capelli.




Correre. Gridare Con La Voce.
Soffermarmi a vedere i tuoi occhi socchiudersi,
la bozza del tuo sorriso impressa in me,
il tuo tremare,

lo sconvolgimento d'ogni verità.

Perché Questa è Magia.
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Disponibilità
..Cosa potrebbe accadere in una notte d'inverno?
Le stelle osservano, cupe, l'arrivo del sole.
Le nuvole viaggiano impazzite, si rincorrono l'una con l'altra senza scendere a compromessi.


Infantilità a livelli osceni.
Guardo. Fissa.

Gli occhi tracciano nell'aria figure d'immaginaria follia
e frugano nel cuore dei passanti
.

Cosa cercare, ancora?
Potrei rimpiangermi.
O forse fingere un sorriso, dipingere l'ennesimo ghigno sulla maschera di cera.


Ali...
-ricompormi-
Come un pupazzo.
Catena di smontaggio.
Sospetti.
Occhi bassi.

Paure gonfie d'inutilità.
Disprezzo verso qualcosa d'incompiuto.
Voglia dell'Alto.
E l'altRo?
Cosa rimarrebbe d'una notte d'inverno?

Se celassi l'aurora
il sole si beerebbe fino a svanire.



Narciso è morto,
gli occhi si spengono a poco
e correre non ha più sapore.

I monti pungono lo spirito.
Brividi innocenti.
Sfumature di non-colore.


...Scale tremende...
Disillusione. Disillusione. Disillusione.
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